La facciata gialla della casa in via Romana con il glicine in fiore

Storia

Dal convento di Annalena Malatesta alla Pensione Annalena, e gli ospiti che ne hanno fatto la storia.

La casa è più giovane del suo nome. La storia di Annalena ci è stata tramandata da Niccolò Machiavelli, che la racconta nelle Istorie fiorentine, scritte all’inizio del Cinquecento.

Dal palazzo di Annalena alla pensione

La giovinezza

Annalena Malatesta, figlia della contessa Orsini e di Galeotto Malatesta, signore di Rimini, perde entrambi i genitori. È affidata prima al conte Attilio Vieri de’ Medici, poi adottata, con il suo grande patrimonio, dal cugino Cosimo de’ Medici, che con la moglie Contessina de’ Bardi la accoglie come una figlia e le dà la migliore educazione.

1439

Sposa Baldaccio d’Anghiari, comandante di truppe mercenarie. Cosimo le dona il palazzo come dote e la coppia vi si trasferisce.

1440

Baldaccio difende Firenze nella battaglia di Anghiari e conquista l’ammirazione della corte medicea. Cosimo lo ricompensa con ogni onore e fa del palazzo una delle più belle dimore fiorentine, con affreschi, dipinti e arredi magnifici; opere del Beato Angelico e di Filippo Lippi che vi si trovavano sono oggi agli Uffizi e al Museo di San Marco.

Il convento

Rimasta vedova in seguito a una congiura contro il marito, Annalena, che era in attesa, perde anche il loro unico figlio. Trasforma allora la sua dimora in convento.

1786

Il convento chiude e l’edificio diventa un conservatorio per vedove.

1808

Il conservatorio viene definitivamente soppresso.

Ottocento

Il palazzo attraversa molte trasformazioni. Vi abitano importanti figure della storia europea, tra cui Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone, e Raffaello d’Orléans, figlio di un re di Francia, finché non viene costruita la casa oggi nota come Casa di Annalena, ispirata al Neoclassicismo.

1919

La famiglia Calastrini Rossoni trasforma il primo e il secondo piano in un albergo, la Pensione Annalena, che diventa presto un punto di riferimento per viaggiatori, stranieri, poeti e musicisti.

I decenni successivi

Soggiornano alla Casa di Annalena il premio Nobel Eugenio Montale, gli scrittori Jacques Bertion e Carlo Levi e Francis Henry Taylor, direttore del Metropolitan Museum of Art di New York.

Gli anni seguenti

Con il Teatro Goldoni a due passi, all’angolo di via dei Serragli, l’Annalena diventa un luogo di ritrovo per attori come Vittorio Gassman e Tognazzi, e per Luigi Dallapiccola.

Oggi

L’Hotel Annalena accoglie ancora i suoi ospiti in via Romana, di fronte al Giardino di Boboli.

Montale alla Pensione Annalena

Eugenio Montale soggiornava spesso alla Pensione Annalena. Qui incontrava la sua amata e musa Irma Brandeis, la Clizia delle Occasioni. La camera 9 era la sua preferita, e lì scrisse una delle sue liriche più appassionate, Interno/Esterno, sulla bellezza e sul senso di armonia della casa.

Montale definì gli interni della Pensione Annalena affascinanti, un po’ démodé, molto romantici; e ricordava la galleria su cui si affacciavano le camere del piano e il giardino sottostante, di una grazia e una bellezza discrete, appartato.

Fonte: la storia della casa raccontata dall’Hotel Annalena.

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